Targa volponi. Biografie dei premiati 2026
Biografie dei premiati 2026
VENERDÌ 4 SETTEMBRE
SILVIA CAMPORESI
Silvia Camporesi (Forlì, 1973) è una fotografa
e artista italiana tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea.
Laureata in Filosofia all'Università di Bologna, si avvicina alla fotografia
all'inizio degli anni Duemila scegliendo la staged photography come linguaggio
espressivo. Fin dagli esordi la sua ricerca si distingue per una forte
dimensione narrativa e simbolica, orientata a esplorare il rapporto tra
memoria, tempo, identità e paesaggio.
Dal 2011 concentra il proprio lavoro sul
territorio italiano, interpretato come spazio fisico e mentale in cui realtà e
immaginazione si intrecciano. Da questa ricerca nascono progetti di grande
rilievo come La Terza Venezia, Atlas Italiae, dedicato ai luoghi abbandonati
della penisola, e Romagna Sfigurata (2023), indagine visiva sulle
trasformazioni del paesaggio romagnolo dopo l'alluvione, realizzata grazie al
sostegno del Ministero della Cultura nell'ambito del bando Strategia
Fotografia.
Nel corso della sua carriera ha partecipato a
importanti mostre collettive e personali, tra cui Italia Inside Out (Palazzo
della Ragione, Milano), Italia in attesa (Palazzo Barberini, Roma), Essere
umane. Le grandi fotografe raccontano il mondo ai Musei San Domenico di Forlì
e, nel 2026, la mostra personale Silvia Camporesi. C'è un tempo e un luogo, che
inaugura il Centro della Fotografia di Roma.
Le sue opere fanno parte di prestigiose
collezioni pubbliche, tra cui quelle del MAXXI e della Collezione Farnesina.
Nel 2020 ha vinto il premio Cantica21, promosso dal Ministero degli Affari
Esteri e dal Ministero della Cultura, mentre nel 2024 si è aggiudicata il
premio Driving Energy – Fotografia Contemporanea di Terna nella categoria
Senior.
Accanto all'attività artistica, Silvia
Camporesi svolge un'intensa attività editoriale e curatoriale. Dal 2021
collabora con Artribune, per cui firma articoli dedicati ai luoghi insoliti
d'Italia, e nel 2025 pubblica per Einaudi il volume “Una foto è una foto è una
foto”, un saggio in cui riflette sul linguaggio fotografico intrecciando
esperienze personali, storia della fotografia e riferimenti ai suoi principali
protagonisti.
Attraverso una pratica che coniuga rigore
concettuale, sensibilità poetica e attenzione al patrimonio culturale e
paesaggistico, Silvia Camporesi ha costruito un percorso riconosciuto a livello
nazionale, affermandosi come una delle figure più significative della
fotografia italiana contemporanea.
MARTEDÌ 8 SETTEMBRE
VALENTINA MERLI
Valentina Merli è una produttrice
cinematografica italiana tra le figure più autorevoli nel panorama delle
coproduzioni europee. Nata a Bologna e laureata in Giurisprudenza
all'Università di Bologna, dal 1999 vive e lavora a Parigi, dove ha costruito
una carriera internazionale nel settore della produzione, della distribuzione e
delle vendite cinematografiche.
Nel corso del suo percorso professionale ha
collaborato con alcune delle principali realtà del cinema indipendente europeo,
sviluppando una particolare competenza nella produzione di opere d'autore e
nelle coproduzioni internazionali. Ha ricoperto incarichi di rilievo
nell'ambito dell'industria audiovisiva, tra cui la direzione di Locarno Pro, il
programma industry del Locarno Film Festival, dedicato allo sviluppo del
mercato cinematografico e al sostegno dei nuovi talenti.
Nel 2018 ha fondato a Parigi Misia Films
insieme alla produttrice argentina Violeta Kreimer. La società si distingue per
la produzione di film, documentari e opere ibride che promuovono una visione
del cinema aperta al dialogo tra culture, linguaggi e sperimentazione
artistica, sostenendo autori emergenti e progetti di respiro internazionale.
Tra le produzioni a cui ha contribuito figura
anche Lacci di Daniele Luchetti, film d'apertura della 77ª Mostra
Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, oltre a numerosi progetti
presentati nei principali festival internazionali.
Nel 2026 raggiunge il riconoscimento più
prestigioso della sua carriera vincendo il Premio Oscar per il Miglior
Cortometraggio Live Action come coproduttrice di Two People Exchanging
Saliva. Con questo successo diventa l'unica italiana premiata alla 98ª
edizione degli Academy Awards, contribuendo ad affermare il valore delle
coproduzioni europee e del cinema indipendente sulla scena internazionale.
La sua attività è caratterizzata da una
costante attenzione alla ricerca artistica, alla scoperta di nuovi autori e
alla costruzione di reti produttive internazionali. Attraverso un approccio che
coniuga sensibilità culturale, competenze produttive e visione strategica,
Valentina Merli si è affermata come una delle protagoniste italiane più
influenti nel cinema contemporaneo, contribuendo alla diffusione di un modello
produttivo fondato sulla collaborazione tra Paesi, sull'innovazione e sulla
valorizzazione del cinema d'autore.
VENERDÌ 11 SETTEMBRE
SILVIO GARATTINI
Silvio Garattini (Bergamo, 1928) è oncologo,
farmacologo e ricercatore, tra le figure più autorevoli della ricerca biomedica
italiana e internazionale. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia
all'Università di Torino, ha avviato la propria carriera accademica presso
l'Università degli Studi di Milano, dove ha svolto attività di ricerca e
insegnamento nel campo della farmacologia.
Nel 1961 ha fondato l'Istituto di Ricerche
Farmacologiche "Mario Negri", di cui è presidente e anima
scientifica. Sotto la sua guida, l'Istituto è diventato uno dei principali
centri di ricerca biomedica indipendente in Europa, con sedi a Milano, Bergamo,
Ranica e Santa Maria Imbaro, distinguendosi per il contributo allo sviluppo
della farmacologia, dell'oncologia e della medicina basata sulle evidenze.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto
numerosi incarichi di rilievo in organismi scientifici nazionali e
internazionali, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il
Consiglio Superiore di Sanità, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),
l'Istituto Superiore di Sanità, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e
l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). È stato inoltre presidente della
European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC),
contribuendo in modo significativo allo sviluppo della ricerca oncologica
europea.
Autore di centinaia di pubblicazioni
scientifiche su riviste internazionali e di numerosi volumi dedicati alla
farmacologia, alla prevenzione e alla divulgazione medico-scientifica, ha
sempre affiancato all'attività di ricerca un intenso impegno nella promozione
della cultura scientifica, sostenendo l'importanza della medicina fondata sulle
prove, della prevenzione e della corretta informazione sanitaria.
Per il suo straordinario contributo alla
ricerca e alla salute pubblica ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la
Legion d'Onore della Repubblica Francese, la Medaglia d'Oro al Merito della
Sanità Pubblica e il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito
della Repubblica Italiana, oltre a diverse lauree honoris causa conferite da
università italiane e straniere.
Da oltre sessant'anni Silvio Garattini
rappresenta un punto di riferimento nel dibattito scientifico e sanitario del
Paese. La sua attività continua a coniugare ricerca, divulgazione e impegno
civile, promuovendo un modello di medicina fondato sul rigore scientifico,
sull'indipendenza della ricerca e sulla tutela della salute pubblica.
DOMENICA 13 SETTEMBRE
MAURIZIO NICHETTI
Maurizio Nichetti (Milano, 1948) è regista,
sceneggiatore, attore, produttore cinematografico e docente universitario, tra
gli autori più originali e innovativi del cinema italiano contemporaneo.
Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, si avvicina al mondo dello
spettacolo all'inizio degli anni Settanta come sceneggiatore per la Bruno
Bozzetto Film, collaborando a opere divenute fondamentali dell'animazione
italiana, tra cui Allegro non troppo e i film dedicati al Signor Rossi.
Parallelamente si forma come mimo al Piccolo Teatro di Milano e fonda il gruppo
teatrale Quelli di Grock, esperienza che contribuisce a definire il suo
inconfondibile linguaggio espressivo, caratterizzato da comicità visiva,
surrealtà e contaminazione tra cinema, teatro e animazione.
L'esordio alla regia arriva nel 1979 con
Ratataplan, film rivelazione che ottiene un ampio successo internazionale e
impone Nichetti come una delle voci più innovative del cinema europeo. Negli
anni successivi firma opere diventate punti di riferimento della commedia
d'autore italiana, tra cui Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare,
Stefano Quantestorie e Luna e l'altra, sviluppando uno stile personale che
unisce invenzioni visive, ironia, cinema muto, effetti speciali e riflessione
metacinematografica. La critica lo ha spesso definito il "Woody Allen
italiano" per la capacità di coniugare umorismo, originalità e
sperimentazione formale.
Accanto all'attività cinematografica, ha
lavorato intensamente in televisione come autore e conduttore di programmi di
successo, tra cui Quo Vadiz? e Pista!, e ha diretto serie televisive,
documentari e produzioni dedicate al pubblico più giovane. Dal 2001 ha esteso
la propria ricerca alla regia teatrale e lirica, firmando spettacoli di prosa e
opere rappresentate in importanti teatri italiani, confermando la propria
versatilità artistica.
La sua esperienza si è sviluppata anche
nell'ambito delle istituzioni cinematografiche: è stato membro delle giurie dei
Festival Internazionali del Cinema di Berlino e Cannes, direttore artistico del
Trento Film Festival e componente del Consiglio di Amministrazione di Cinecittà
Holding. Parallelamente ha dedicato grande attenzione alla formazione delle
nuove generazioni di cineasti, insegnando al Centro Sperimentale di
Cinematografia, all'Università Cattolica di Milano e dirigendo la Civica Scuola
di Cinema di Milano. Attualmente è docente di regia presso l'Università IULM di
Milano, dove conduce il Laboratorio di Regia del corso di laurea magistrale in
Televisione, Cinema e New Media.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto
numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Nastro d'Argento
come miglior regista esordiente per Ratataplan, il David di Donatello per la
sceneggiatura di Volere volare e diversi premi nei principali festival
cinematografici internazionali. Dopo oltre vent'anni di assenza dal
lungometraggio per il cinema, nel 2024 è tornato alla regia con AmicheMai,
confermando una ricerca artistica che continua a distinguersi per originalità,
libertà espressiva e capacità di reinventare i linguaggi dell'audiovisivo.
MARTEDÌ 15 SETTEMBRE
RENATA COLORNI
Renata Colorni (Milano, 1939) è una delle più
autorevoli traduttrici ed editor italiane, protagonista della diffusione in
Italia della grande letteratura di lingua tedesca. Laureata all'Università di
Pavia, ha costruito una carriera che unisce l'eccellenza della traduzione
all'attività editoriale, contribuendo in modo decisivo alla conoscenza di
alcuni dei più importanti autori della cultura mitteleuropea.
Figlia dell'antifascista Eugenio Colorni, tra
gli ideatori del Manifesto di Ventotene, e di Ursula Hirschmann, intellettuale
europea e sorella dell'economista Albert O. Hirschman, cresce in un ambiente
profondamente segnato dai valori della cultura, dell'impegno civile e
dell'europeismo. La padronanza della lingua tedesca, appresa fin dall'infanzia,
diventa il fondamento di un percorso professionale che la porterà a
confrontarsi con alcuni dei più complessi classici della letteratura e della
filosofia.
Dopo le prime esperienze editoriali, nel 1973
viene chiamata da Paolo Boringhieri a curare l'edizione italiana delle Opere di
Sigmund Freud, progetto di riferimento per gli studi psicoanalitici in Italia.
Successivamente entra in Adelphi Edizioni, dove per oltre quindici anni svolge
un ruolo centrale nella revisione delle traduzioni dal tedesco e traduce
direttamente autori fondamentali quali Elias Canetti, Thomas Bernhard, Joseph
Roth, Arthur Schnitzler, Franz Werfel e Friedrich Dürrenmatt, contribuendo alla
diffusione della grande letteratura del Novecento nel panorama editoriale
italiano.
Dal 1995 prosegue il proprio percorso in
Arnoldo Mondadori Editore, dove dirige il settore dei Classici e de I Meridiani
e successivamente l'intera area dell'editoria letteraria. Tra i suoi lavori più
significativi figura la nuova traduzione de La montagna magica di Thomas Mann,
pubblicata nel 2010, considerata un importante punto di riferimento per
l'accuratezza filologica e la qualità letteraria.
Nel corso della sua carriera ha tradotto anche
opere di Heinrich von Kleist, Franz Kafka, Peter Altenberg e numerosi testi di
Freud, distinguendosi per un approccio che coniuga rigore linguistico,
sensibilità letteraria e profonda conoscenza del contesto storico e culturale
delle opere.
Per il suo contributo alla cultura e
all'editoria ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti italiani e
internazionali, tra cui il Premio Goethe (1987), il Premio Monselice (1991), il
Premio Grinzane Cavour (1995) e il Premio Feltrinelli dell'Accademia Nazionale
dei Lincei (2007).
Grazie a un lavoro che ha saputo unire
competenza filologica, passione editoriale e straordinaria sensibilità
linguistica, Renata Colorni è oggi considerata una delle figure di riferimento
della traduzione letteraria in Italia, il cui contributo ha reso accessibili ai
lettori italiani alcune delle opere più significative della cultura europea.
SABATO 19 SETTEMBRE
ANTONIO VIOLETTA
Antonio Violetta (Crotone, 1953) è scultore,
artista e poeta. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove
vive e lavora, è tra le figure più originali della scultura italiana
contemporanea. Fin dagli esordi, avvenuti nel 1976 con una mostra personale
alla Galleria Ferrari di Verona, sviluppa una ricerca incentrata sul rapporto
tra materia, gesto e spazio, destinata a caratterizzare l'intero suo percorso
artistico.
Negli anni Ottanta si afferma sulla scena
nazionale e internazionale grazie a una poetica che esplora la superficie della
materia attraverso incisioni, graffi, solchi e fratture, trasformando la
scultura in luogo di riflessione sul vuoto, sulla memoria e sul significato
simbolico dell'assenza. Determinante è la partecipazione a Documenta 7 di
Kassel (1982), su invito di Germano Celant, seguita dalla presenza alla XLII
Biennale di Venezia (1986) e alla Quadriennale di Roma, tappe che ne consacrano
il profilo nel panorama dell'arte contemporanea.
Nel corso della sua carriera ha esposto in
importanti istituzioni e gallerie in Italia e all'estero, tra cui la
Kunstverein di Francoforte, la Schirn Kunsthalle, il Museo d'Arte Contemporanea
"Sofía Imber" di Caracas, la Galleria d'Arte Moderna di Verona, il
MAR – Museo d'Arte della Città di Ravenna, il MIC – Museo Internazionale delle
Ceramiche di Faenza, il Museo della Città di Rimini e numerosi altri spazi
espositivi dedicati alla ricerca contemporanea.
A partire dalla metà degli anni Novanta la sua
ricerca evolve verso una rinnovata figurazione, in un percorso inverso rispetto
a quello di molti protagonisti del Novecento. La figura umana, il mito, la
storia e la memoria diventano protagonisti di una produzione che continua a
interrogare il senso del gesto scultoreo, mantenendo costante il dialogo tra
componente concettuale e dimensione plastica. Le sue opere rivelano una
profonda conoscenza della tradizione, con richiami al primo Rinascimento, ad
Arturo Martini, Medardo Rosso e alle culture figurative del Mediterraneo
antico, reinterpretate attraverso un linguaggio personale e contemporaneo.
Accanto all'attività espositiva, Antonio
Violetta ha realizzato opere pubbliche e monumentali in Italia e all'estero,
tra cui le sculture in bronzo Wind e Place of Sound per la città di Mito, in
Giappone, e Omnia vincit Amor per la città di Ravenna. Nel 2009 gli è stata
dedicata l'ampia monografia Antonio Violetta, pubblicata da Skira e curata da
Alberto Fiz.
Nel corso degli anni ha ricevuto importanti
riconoscimenti, tra cui il Premio Nettuno d'Oro e il Premio Scipione, ed è
stato selezionato, nel 2016, per la realizzazione di opere destinate al nuovo
Palazzo di Giustizia di Firenze. Le sue opere sono state presentate in numerose
mostre personali e collettive dedicate ai principali temi della scultura
contemporanea, confermandone il ruolo di protagonista della ricerca plastica
italiana.
La produzione di Antonio Violetta si distingue
per la capacità di coniugare rigore formale e tensione poetica, dando vita a
una riflessione continua sulla materia come luogo di memoria, trasformazione e
conoscenza. Attraverso oltre quarant'anni di attività, il suo lavoro ha
costruito un linguaggio in cui gesto, spazio e figura dialogano in un
equilibrio costante tra tradizione e sperimentazione, rendendolo una delle
personalità più significative della scultura italiana contemporanea.
SABATO 12 SETTEMBRE
MEDICI SENZA FRONTIERE
Medici Senza Frontiere (MSF) è fra le più grandi organizzazioni medico-umanitarie
indipendenti al mondo, impegnata dal 1971 a garantire assistenza sanitaria alle
popolazioni colpite da guerre, epidemie, catastrofi naturali, crisi umanitarie
ed esclusione dall'accesso alle cure. Fondata a Parigi da un gruppo di medici e
giornalisti francesi dopo la guerra del Biafra, l'organizzazione nasce
dall'idea che il diritto alla salute debba essere garantito a ogni persona,
indipendentemente da nazionalità, etnia, religione o appartenenza politica.
Attiva oggi in oltre 75 Paesi, Medici Senza
Frontiere riunisce più di 65.000 operatori tra personale medico,
infermieristico, logistico e volontari. L'organizzazione interviene nelle più
gravi emergenze umanitarie del pianeta, fornendo cure mediche d'urgenza,
assistenza chirurgica, programmi di vaccinazione, supporto nutrizionale, salute
mentale, cure materno-infantili e risposta alle epidemie, operando spesso in
contesti dove i sistemi sanitari sono assenti o gravemente compromessi.
Nel corso della sua storia MSF è stata
protagonista di interventi in alcuni dei più drammatici scenari internazionali,
dalle crisi umanitarie in Afghanistan, Yemen, Ucraina e Gaza alle emergenze
sanitarie legate all'Ebola in Africa occidentale e nella Repubblica Democratica
del Congo, fino alle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale
e all'assistenza ai rifugiati e ai migranti in Europa. In Italia è presente dal
1999 con progetti di assistenza sanitaria e psicologica rivolti a migranti, richiedenti
asilo e persone in condizioni di particolare vulnerabilità.
L'organizzazione è inoltre fortemente
impegnata nella difesa dell'accesso universale ai farmaci essenziali, nella
denuncia delle crisi umanitarie dimenticate e nella promozione del diritto alle
cure attraverso attività di testimonianza e sensibilizzazione dell'opinione
pubblica. La sua indipendenza è garantita principalmente dal sostegno di
milioni di donatori privati, che costituiscono la quasi totalità delle fonti di
finanziamento.
Per il valore della sua azione umanitaria e
per l'impegno costante nella difesa della dignità e della vita delle persone
più vulnerabili, Medici Senza Frontiere è stata insignita del Premio Nobel per
la Pace nel 1999, riconoscimento che ne ha consacrato il ruolo tra le più
autorevoli organizzazioni umanitarie internazionali.
